Non so quanti di voi abbiano mai sentito nominare una band argentina chiamata bizzarramente El Matò A Un Policia Motorizado, che per molti versi stilisticamente assomiglia ai primi Jesus & Mary Chain. Uno dei loro pezzi più celebri si intitola Nuevos Discos (lo trovate in questo disco del 2012) e, sopra il muro di chitarre d'ordinanza, ripete ossessivamente la frase "nuovos discos nuevas drogas".
17 settembre 2026
Apartamentos Acapulco - Todos Quieren Ser Los Campeones ALBUM REVIEW
Non so quanti di voi abbiano mai sentito nominare una band argentina chiamata bizzarramente El Matò A Un Policia Motorizado, che per molti versi stilisticamente assomiglia ai primi Jesus & Mary Chain. Uno dei loro pezzi più celebri si intitola Nuevos Discos (lo trovate in questo disco del 2012) e, sopra il muro di chitarre d'ordinanza, ripete ossessivamente la frase "nuovos discos nuevas drogas".
23 dicembre 2023
(Just Another) Pop Song ALBUM OF THE YEAR 2023
12
VULPIX - Innocent Pleasures Repeated Measures
Tra foschie post punk e ariose scenografie dream pop, la creatura musicale dell'australiano Jordan Barrow - che suona praticamente tutto e lo fa bene - possiede un fascino straniante, algido e delicato al tempo stesso, affine per molti versi ai nostri amati Castlebeat.
11
Moon In June - ロマンと水色の街
L'amore dei giapponesi per la melodia è noto e i Moon In June lo testimoniano in pieno. I cinque di Tokyo suonano un dream pop in piena luce, che cita volentieri sia lo shoegaze che i primi Oasis, fresco e zuccheroso, arioso ed energizzante.
10
Tossing Seed - When You Come Around
Nonostante il titolo citi (forse involontariamente) i Green Day, no, non siamo a San Francisco, ma in Indonesia e i Tossing Seed sono la punta di un iceberg di band indie pop che suonano le loro chitarre fragorose e cantano melodie catchy come se vivessero, beh sì, nei primi anni '90. Questo non è un album ma un ep allungato, ma è pieno di pezzi davvero memorabili, spontaneamente travolgenti.
9
Hurry - Don't Look Back
Con un titolo che allude senza mezzi termini agli Oasis e una generosa manciata di canzoni che sembra uscita da Songs From Northern Britain dei Teenage Fanclub, Matt Scottoline ci ha regalato il disco più leggero, luminoso e catartico dei suoi Hurry, una vera e propria cura per i cuori infranti, pieno di canzoni che ti prendono per mano e ti sorridono.
8
Helpful People - Brokenblossom Threats
La collaborazione fra Carly Putnam e il re Mida del jangle pop Glenn Donaldson non poteva che sortire un gran disco. Le chitarre sono decisamente più sature e sfrigolanti rispetto ai Reds Pinks & Purples, ma il tocco magico è lo stesso, ancora più incisivo nel suo algido abbraccio elettrico.
7
ME REX - Giant Elk
I ME REX di Myles McCabe sono in fondo una crasi inestricabile fra punk pop e cantautorato folk, con i Neutral Milk Hotel come nume tutelare. Arrivata all'album d'esordio, la band come sempre non lesina ingredienti: tante chitarre, elettriche e acustiche, tanti synth, tante parole, tanta energia che sembra letteralmente debordare da ogni pezzo con una spontanea ed entusiastica forza antemica.
6
Soft Science - Lines
I californiani Soft Science non sono dei novellini: maneggiano la materia dream pop con la sicurezza dei veterani e la passione filologica di chi del genere conosce ogni sfumatura presente e passata. Nei pezzi di Lines ci sono una montagna di chitarre e synth, il fascino vocale di Katie Haley, una cura maniacale per le sfumature, una classe di scrittura sopraffina ed alcuni tocchi super pop che tolgono il fiato.
5
Apartamentos Acapulco - La Reconciliaciòn
Potevano mancare gli Apartamentos nella collezione di fine anno? Da sempre Angelina, Ismael e compagni possiedono quel tocco magico in grado di far decollare ogni cosa che suonano come un razzo sparato oltre il cielo. La Reconciliaciòn è l'ennesima conferma che il dream pop leggiadro e poderoso al tempo stesso, sognante e graffiante, della band di Granada ha davvero qualcosa di speciale.
4
Fragile Animals - Slow Motion Burial
Sicuramente il premio "sorpresa dell'anno" se lo portano a casa loro, i Fragile Animals di Brisbane, Australia. Slow Motion Burial è uno scrigno di canzoni costruite quasi sempre attorno a formidabili climax elettrici, potentissime e inesorabilmente catchy nel loro mix di miele ed elettricità statica, formalmente sfavillanti, intrise di una travolgente carica emozionale esaltata dalla voce di Victoria Jenkins.
3
Flyying Colours - You Never Know
Se facessimo ascoltare la band di Melbourne a un appassionato che non l'ha mai sentita prima, la collocherebbe forse sullo scorcio fra fine '80 e inizio '90, e probabilmente la inserirebbe volentieri nel gotha della prima ondata shoegaze / dream pop, magari sul piano di Ride, Slowdive, Lush e My Bloody Valentine. In verità i Flyying Colours hanno i piedi ben piantati nel presente, ed hanno il pregio straordinario di essere un formidabile panottico del genere. Il loro terzo album è davvero un prodigio di elettricità e melodia, trascinante, vigoroso, sfrigolante e immediato al tempo stesso, che fa rivivere quei modelli senza bisogno di citarli.
2
Babaganouj - Jumbo Pets
I Babaganouj esistono da molti anni (ed hanno Hatchie al basso, giusto per dire), ma questo è il loro disco d'esordio, come se avessero voluto aspettare per riempire la loro cornucopia guitar pop fino a farla esplodere. Jumbo Pets è per l'appunto una collezione eccezionale di canzoni terribilmente orecchiabili, raffinatissime nella scrittura cantautorale e nella produzione, colorate e dinamiche, che ora accelerano ora rallentano, ora coccolano e ora graffiano, con lo stesso intelligente e inafferrabile eclettismo che avevano i Big Star.
1
Bleach Lab - Lost In A Rush Of Emptiness
La talentuosa band di Jenna Kyle non ha mai nascosto la propria ambizione. Arrivati finalmente all'album di debutto, i quattro londinesi hanno sfoderato tutte le proprie luccicanti e oliatissime armi sonore e melodiche, mettendo in fila dieci perle di corrusca bellezza, intrise di un romanticismo notturno, piene di crescendo scenografici e chitarre liquide, formalmente ineccepibili ed emotivamente dense, al centro l'enorme fascino vocale di Jenna. In fondo i Bleach Lab sono così personali nello stile che è persino difficile trovare l'etichetta di genere più adatta. Lost In A Rush Of Emptiness è un disco di fluida perfezione, intenso e affascinante, che consacra il gruppo e lo rende una nuova pietra di paragone per l'indie pop di oggi.
23 novembre 2023
Apartamentos Acapulco - La Reconciliacion ALBUM REVIEW
Ci sono alcune band davanti alle quali facciamo fatica a rimanere oggettivi, tanta è la carica di affetto che abbiamo nei loro confronti. Per me, una di queste sono sicuramente gli Apartamentos Acapulco, uno di quei gruppi che seguo da fan da così tanto tempo (il 2015, se calcolo bene) che alla fine ad ogni singolo o album che pubblica è come ritrovare dei vecchi amici a cui non si può che voler bene.
La Reconciliaciòn, che esce oggi dopo una manciata di succulente anticipazioni, è il quinto album della band di Granada, e viene raccontato dai nostri come una sorta di ritorno alle origini, allo spirito con cui un decennio fa Angelina e Ismael cominciarono la loro avventura indie pop.
Guardando retrospettivamente la produzione degli Apartamentos, la band spagnola non ha mai imboccato in verità strade diverse da quella - a metà perfetta fra power pop e dream pop - scelta fin dagli esordi, e se un'evoluzione c'è, era evidente in quel disco meraviglioso che è El Ano Del Tigre, nel gusto melodico squisito, in quella capacità tutta loro di unire elettricità sferzante e dolcezza senza fine.
Le canzoni di La Reconciliacion ripartono assolutamente da lì, e non c'è meraviglia alcuna: ci sono tante chitarre, le due voci maschile e femminile che si intersecano e fondono, le scie sognanti dei synth, cioè tutto quello che da sempre la band sa fare con classe sopraffina.
La caratteristica peculiare dell'album sta allora soprattutto nella sua intelligente varietà, nell'alternarsi di momenti più uptempo, sbarazzini e sorridenti, intrisi dell'aura obliqua dell'indie dei '90 (Migajas, Mi Habitaciòn, Nuestro Mejor Momento), ballate illuminate da un romanticismo talmente onesto che strappa qualche lacrima con un catartico crescendo elettrico (Dos Dias Contigo è un capolavoro, punto), angoli acustici di morbido intimismo (Yo Cuidarè De Ti), il pop catchy e saltellante di La Persiana. Nell'apice emozionale dell'album un ampio pezzo dall'architettura incredibile come El Término Medio, che un po' echeggia gli Slowdive di oggi, ma li supera per capacità di lenta ma inesorabile immersione nel racconto e decolla letteralmente nella seconda metà con un cambio di ritmo entusiasmante ed un finale corale spettacolare. E nel finale le chitarre sfrigolanti, i synth atmosferici e la ritmica solenne di Ya No Tengo palabras, che - adesso sì - ci riportano alle prime cose di Ismael e Angelina, a quel dream pop di soffice luminosità, di fervente umanesimo, che amiamo da sempre.
Che dire? E' impossibile che gli Apartamentos pubblichino canzoni meno che bellissime, e quelle di La Reconciliacion sono un ulteriore fondamentale tassello nella ormai decennale carriera di una della band più importanti dell'indie pop europeo. Come sempre rapiscono, trascinano, esaltano, commuovono. Cosa chiedere di più?
12 ottobre 2021
Apartamentos Acapulco - El Año Del Tigre ALBUM REVIEW
Da quando sono comparsi nel 2015, gli Apartamentos Acapulco hanno dimostrato di essere una delle band più capaci nel mescolare elettricità di marca shoegaze, dream pop intessuto di chitarre sature e synth con un afflato melodico di luminosa dolcezza.
Arrivati al terzo album dopo due splendidi precedenti, Angelina, Ismael e compagni decidono di aprire con un pezzo acustico di intima e triste delicatezza - Con Que Doblez Tù Me Miras - così fragile ed essenziale che quasi non li riconosciamo. Già dalla seconda traccia (Ahora Sè) però gli spinotti entrano negli amplificatori, i piedi pigiano il pedale del distorsore e parte uno di quei carillon elettronici che abbiamo sempre amato nelle canzoni degli Apartamentos. Negli otto episodi che seguono la band di Granada fa quello che sa fare bene, e lo fa veramente al meglio, andando alla ricerca di quella sporca e scintillante immediatezza alla Jesus & Mary Chain che è il cuore pulsante di questo genere.
L'alternarsi e il sovrapporsi delle voci maschile e femminile è senz'altro un plus per gli A.A., ma la band spagnola ha molte frecce al proprio arco, soprattutto la bravura nel creare una piacevole altalena fra momenti più aggressivi (No Entiendo Ni Quiero) ed altri apertamente ampi ed emozionali (la progressione di Fuego Amigo è da brividi; lo sguardo sognante di Un Nuevo Comienzo è una medicina per l'umore), passando attraverso pezzi di prepotente "facilità" come Alguien Normal e Las Cosa Cambian, che spingono ad una coinvolgente coralità ed altri dove emerge una intelligente nostalgia per i suoni degli anni '80 (Vastida). Tutto perfetto. Con una menzione speciale per Y Tù En Barcelona, che è una di quelle perfect indie pop songs dall'animo punk gentile che ci fanno saltare di gioia sulla sedia e che finiremo per canticchiare tutto il giorno.
Potremmo aprire un capitolo intitolato "Se fosse una band americana e cantasse in inglese...", ma alla fine sarebbe abbastanza inutile. Per quanto sia palese che gli Apartamentos siano una delle band dream pop più forti al mondo, e non da ora, la loro scelta di scrivere e cantare nel loro idioma è parte del loro progetto ed è elemento integrante della loro integrità artistica.
In definitiva El Año Del Tigre è un album bellissimo, completo, articolato, curassimo, emozionante: il migliore della loro carriera e senz'altro uno dei migliori del 2021.
26 dicembre 2020
(just another) pop song EP & SONGS OF THE YEAR 2020
EP
6. Captain Handsome - I Am Not An Animal
Il debutto della londinese Lily Rae brilla di un sogwriting intimo, essenziale ma al contempo terribilmente incisivo, dolce e sofferto al tempo stesso, ambizioso nella sua apparente semplicità di mezzi.
5. Egoism - On Our Minds
Il dream pop di Scout Eastment e Olive Rush, singolo dopo singolo, è diventato una sicurezza in termini di qualità ed emozione: l'intreccio delle voci, le chitarre tintinnanti, le melodie di sognante ipnotica leggerezza, tutto funziona alla perfezione nel mondo etereo del duo australiano.
4. Moscow Apartment - Better Daughter
Brighid Fry e Pascale Pudilla hanno cominciato a suonare insieme giovanissime nella natia Toronto, come due acustico di matrice folk. Oggi, appena girata la boa dei vent'anni, hanno virato verso un guitar pop di grande freschezza, illuminato dall'unione armonica delle loro voci e da una scrittura di elegante e sorprendente maturità.
3. The Francine Odysseys - What If We Were Wrong
Tra suggestioni folk e sonorità dream pop, i californiani guidati da Gretchen DaVault (anche nei The Blue Herons, vedi sotto) hanno messo insieme quattro pezzi di incantevole dolcezza jangly, morbidi e calorosi come un abbraccio, perfette comfort songs per i momenti più bui.
2. Go Get Mum - Ok Now What
Intelligenti e splendidamente ironici, i quattro Go Get Mum sono i classici musicisti a cui vorresti offrire una birra (o più di una) dopo un concerto. Il loro indie pop spigliato, pieno di chitarre scampanellanti e melodie sornione, artigianale fino alle ossa, debitore dei Go Betweens, è semplicemente irresistibile.
1. Hamburger - Teenage Terrified
Apparsi dal nulla come degli alieni dalle parti di Bristol, i sei musicisti che hanno scelto uno dei nomi più bizzarri possibile per una band sono gli autori della raccolta di canzoni più memorabile dell'anno. Divertenti e commoventi al tempo stesso, stralunati e indecifrabili, leggerissimi e tristissimi, splendenti di una clamorosa tenerezza, impastati di folk, indie e pop, i pezzi che impreziosiscono il debutto degli Hamburger sembrano davvero provenire da uno spazio-tempo diverso dal nostro. E probabilmente è così.
13 marzo 2019
Apartamentos Acapulco - El Resto Del Mundo ALBUM
Fin dagli esordi gli spagnoli hanno portato avanti un'idea di dream pop atmosferico, pieno di scenografici crescendo e talvolta di dilatazioni a metà fra shoegaze e psichedelia.
I nove pezzi dell'album nuovo non si allontanano dagli orizzonti emozionali a cui gli Apartamentos ci hanno piacevolmente abituati. Chitarre riverberate e synth mirano sempre verso il cielo e le voci di Ismael e Angelina si alternano e si mescolano con la consueta morbidezza, a tracciare paesaggi che idealmente si aprono oltre i confini di ogni pezzo e puntano ad abbracciare l'ascoltatore nelle proprie spire dolcemente drammatiche.
Fanno eccezione un paio di momenti - Regional Proferente e La Mujer y El Monstruo, in definitiva le punte dell'album - di asciutta e brillante immediatezza indie pop.
25 gennaio 2018
01/2018 GENNAIO (ONBC, Unlikely Friends, Pale Lights, Apartamentos Acapulco, Linda Guilala, Night Flowers, Hinds)
ONBC - Travelmate (Crounchy Frog)
Quartetto danese attivo da molti anni, gli ONBC portano a un livello superiore il loro dream pop etereo e malinconico, fatto di intrecci vocali, chitarre atmosferiche e glockenspiel. Travelmate potenzia l'attitudine timida e sognante della band con una serie di splendide canzoni di efficace ed elettrico dinamismo e in definitiva è un album dalla bellezza sorprendente, costruito come un ampio e scenografico crescendo, da scoprire ascolto dopo ascolto.
GLI ALTRI ALBUM
Unlikely Friends - Crooked Numbers (Swoon Records)
Secondo album per la band di Seattle animata, tra gli altri, da membri dei Math & Physics Club. I 15 arrembanti pezzi di Crooked Numbers sono gli ingranaggi perfetti di una allegrae colorata macchina indie che mette insieme uno spirito artigianale garage pop ed un formidabile talento melodico.
Pale Lights - The Stars Seemed Brighter (Kleine Untergrund Schallplatten)
A quattro anni dal debutto tornano i Pale Lights, ancora alla ricerca della perfect pop song, sulle tracce dei gruppi della Sarah Records, della Flying Nun, dei Belle & Sebastian, dei Lucksmiths e dei Magnetic Fields. Non tutto memorabile, ma la classe è sopraffina.
SINGOLI DEL MESE
Apartamentos Acapulco - Cancion De Angelina
I ragazzi di Granada sono in stato di grazia. Cancion de Angelina è il miglior pezzo della loro carriera: elettricità e miele. Sarà il loro anno.
Linda Guilala - Primavera Negra (Elefant)
La band più psichedelica dell'indie pop spagnolo non sbaglia un colpo e ci regala un magnifico pezzo alla Slowdive.
Night Flowers - Losing The Light
Torna la band inglese, morbida, sognante e raffinata come sempre. In trepidante attesa del primo album...
Hinds - New For You
E tornano pure le ragazze terribili con un nuovo irresistibile inno lo-fi.










