Nel tragitto di artistico di Girlhouse - parliamo dunque del terzo e soprattutto di questo quarto EP - è ormai evidente che Lauren sta procedendo (in fondo è naturale) da una dimensione che era ancora "da cameretta" ad una più prodotta e generalmente più muscolare (il punk melodico un po' teen di gen x boyfriend, l'esplosione elettrica e catartica di Worth It, che è il climax dell'EP). Non è cambiata invece la innata capacità di creare crescendo di forte suggestione, di raccontare storie mettendosi a nudo con tanta onestà quanta ironia, di far scorrere ogni pezzo verso un ritornello di intelligente e travolgente orecchiabilità (You Don't Think About Me e Till I Do).
11 maggio 2023
Girlhouse - The Fourth EP REVIEW
06 gennaio 2022
Girlhouse - The Second EP REVIEW
Il secondo EP di girlhouse è stato rilasciato in ottobre, quindi mi scuso in anticipo per il ritardo, ma faccio sempre fatica a stare dietro alle uscite degli artisti che non usano Bandcamp.
Fatta questa doverosa premessa, veniamo a quello che sembra a tutti gli effetti il lato B di The Girlhouse EP. Di Lauren Luiz e del suo grande talento abbiamo già detto in occasione del suo esordio, quindi saltiamo di netto le presentazioni.
Insieme alle canzoni del primo EP, i sei pezzi che troviamo qui formano una piena e compiuta identità stilistica che definisce ormai con chiara sicurezza la personalità artistica della musicista californiana d'adozione. Siamo nel territorio di un dream pop che gira sempre attorno a melodie molto immediate ma si costruisce su fondamenta di chitarre sature e synth, una proposta che muove senz'altro da una dimensione cantautorale da cameretta, ma è confezionata per un successo indie che dovrebbe essere dietro l'angolo (e sarebbe più che meritato).
I sei episodi del secondo EP sono forse meno esplosivi di quelli del primo (Happy Now è l'unico singolo super catchy del lotto, ma in definitiva è la densa e inquieta Concussion quello che lascia davvero il segno), però godono di una produzione più levigata e di una varietà maggiore. La scrittura di Lauren Luiz resta ovviamente sempre di qualità altissima e brilla ovunque di una sensibilità fuori dall'ordinario.
31 luglio 2021
SINGOLI DEL MESE DI LUGLIO 2021: Snow Coats, Hater, Skullcrusher, Career Woman, April June, Hovvdy, The Bunbury, Girlhouse
Nella selezione di questo mese: il nuovo pezzo super catchy dei nostri olandesi preferiti Snow Coats; il fascino notturno ed avvolgente dei grandissimi Hater di Caroline Lindahl; una emozionante perla acustica della giovanissima Helen Ballentine, in arte Skullcrusher, che da queste parti seguiamo con enorme attenzione; sempre da Los Angeles, sempre una giovane talentuosa singer songwriter in rampa di lancio, Melody Caudill, ovvero Career Woman; il dream pop senza ombre di April June e quello crepuscolare degli Hovvdy che anticipa l'album in uscita in ottobre; shoegazing meets The Smiths nel singolo degli indonesiani The Bunbury. Infine il nuovo notevolissimo dolceamaro singolo di Lauren Luiz / Girlhouse.
20 maggio 2021
Girlhouse - The Girlhouse EP
A poco più di vent'anni Lauren Luiz si è trasferita da Portland a Los Angeles per tentare una carriera di attrice. Ha anche avuto qualche ruolo, ma l'esperienza deve essere stata di poca soddisfazione e quasi traumatica, visto che ne parla spesso e volentieri nelle sue canzoni.
Negli scorsi mesi Lauren ha iniziato un progetto musicale solista con il nome girlhouse (g minuscola), pubblicando prima una serie di video assolutamente autoprodotti e pieni di piccole idee narrative e poi mettendoli insieme in un EP di sei pezzi.
Non ho idea delle doti da attrice di Lauren, ma ho pochi dubbi sul grandissimo talento da singer songwriter che ha dimostrato in questo suo EP di debutto, che sto ascoltando in modo ossessivo da almeno una settimana (e non mi capita con molti dischi).
Stilisticamente girlhouse fa una proposta insieme semplicissima e dannatamente efficace: ci sono una chitarra elettrica suonata senza fronzoli, la voce delicata di Lauren, una ritmica in genere quadrata ed essenziale, qualche synth d'atmosfera. Un po' una versione più pop e meno eterea della prima Hazel English o di Hatchie.
Il plus è la dolce e al contempo spietata energia catchy di ogni pezzo, la capacità della Luiz di far emergere con spettacolare naturalezza un chorus che ti si stampa addosso e che finisci per canticchiare per tutto il giorno. Provate a concedere un paio di ascolti a Pretty Girl In LA, che nell'EP è una formidabile testa d'ariete melodica, e vi tormenterà (ma è un piacevole tormento) per giorni interi! Ma in verità tutta l'infilata dei 6 episodi dell'EP è davvero eccezionale per qualità: la morbida ruvidezza alla Jesus & Mary Chain di Knuckle Tattoo, la quieta e toccante malinconia di The Fatalist, l'essenzialità killer di Loaded Gun, il fascino notturno di Firing Line, l'eleganza liquida di Treading Water. Una serie di potenziali hit alt-pop che meriterebbero di mettere girlhouse sulle copertine di tutti i magazine di genere (e di finire nelle playlist di migliaia di adolescenti!), ma che per ora - e spero solo per ora - sembrano riservate a pochi estimatori.

