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21 dicembre 2024

SONGS & EPs CHRISTMAS EDITION

Arriva Natale e arriva anche l'ultima selezione di singoli ed ep dell'anno.

Non potevamo che iniziare con il pezzo natalizio di The Reds Pinks & Purples e finire con una perla di Hazel English con Day Wave Ma sono i Daydream Twins a regalarci la canzone più bella di questo mese!

Buone Feste!

  
 
 
 
 
 
 
 
 

26 agosto 2022

Why Bonnie - 90 In November ALBUM REVIEW

Blair Howerton definisce la musica dei suoi Way Bonnie "shoegazeicana", indicando nell'ironica crasi fra shoegaze e americana la natura ibrida del suo stile, a metà fra una tradizione cantautorale che deve avere per forza a che fare con la sua origine texana ed uno stile che ama le distorsioni scenografiche.

Dopo una serie di EP che da queste parti seguiamo con entusiasmo fin dagli esordi, Blair ha lasciato Austin per trasferirsi a Brooklyn. Le canzoni di questo suo primo album nascono quindi dalla nostalgia per il Texas e da una massa di ricordi che l'hanno travolta in pieno lockdown. Sarà anche e soprattutto per questo se l'intero 90 In November assomiglia così tanto, nell'anima ma anche nel corpo, a quell'Ivy Tripp che ha consacrato Waxahatchee come poetessa indie della grande provincia americana: un ritorno alle origini, in qualche modo. 

Fin dall'iniziale, elettrica e poderosa Sailor Mouth, i Why Bonnie imboccano la strada di un guitar pop che è insieme rude e morbido, inquieto e introspettivo, ben radicato in un fertile terreno folk-rock e capace di essere catchy ed elettrico, lirico ed emozionante in ogni singolo episodio. Il paesaggio non è in fondo diverso da quello disegnato da Soccer Mommy e da tanto cantautorato femminile dell'ultimo decennio (da Sharon Van Etten in giù): canzoni a loro modo canoniche, ampie, screziate di elettricità (molto più "americane" che shoegaze insomma), sempre perfettamente a fuoco, piacevolmente inclini ai crescendo, impreziosite da una scrittura - anche dei testi - che qui sembra davvero baciata da un'esigenza comunicativa fortissima. 

Le due vette, a mio parere, dell'album, ovvero 90 In November e Superhero, toccano le due polarità tematiche del disco (i ricordi, l'amore) e lo fanno con una risoluta delicatezza che si preoccupa più di creare l'atmosfera che di inseguire il ritornello ad effetto: il risultato è splendido, toccante. Ma lo è davvero tutto l'insieme dell'album.

Se vi piace il genere, difficilmente il 2022 vedrà qualcosa di più potente. 

28 giugno 2018

06/2018 GIUGNO [Avind, The Perfect Kiss, Why Bonnie, Petal, Tape Waves, Hatchie]

ALBUM DEL MESE

Avind - Eving Blenda
Capita spesso che i gioielli più preziosi si nascondano tra le pieghe di una scena indie di periferia e che ci voglia una botta di fortuna per scoprirli. E' il caso del disco di debutto degli Avind, band norvegese che ruota attorno alla cantante e chitarrista Tonje Tafjord. Evig Blenda non è certo destinato ad una distribuzione internazionale (le liriche per altro sono in norvegese) ed è persino difficile trovare tracce del gruppo online, ma gli otto episodi dell'album sono talmente convincenti da meritare la palma di disco del mese. Gli Avind suonano un guitar-pop elegante che muove da un nucleo intimista cantautorale di stampo folk e si apre ora ad una spensierata leggerezza melodica ("Dumrian" sembra scritta da Annika Norlin), ora a passaggi emozionali che non disdegnano chitarre più cariche (un po' Waxahatchie), con un finale acustico da lacrime e applausi. Il tutto con una onesta semplicità ed una immediatezza che colpiscono al cuore sempre. Senza dubbio la sorpresa dell'anno. 


GLI ALTRI ALBUM

The Perfect Kiss - Filter
 Side project di Joe Moore dei The Yearnings, The Perfect Kiss arriva giusto in tempo per essere la colonna sonora electro-pop dell'estate. La nostalgia per gli anni '80, lo sappiamo, è una moda piuttosto radicata oggi, però bisogna saperla trattare per non risultare stucchevoli. Gli otto pezzi di Filter - synth, drum machine e voce femminile - sono invece totalmente a fuoco nella loro sorridente, intelligente, irresistibile immediatezza.


Why Bonnie -  Nightgown
Secondo EP quest'anno per il quintetto di Austin, Texas, e passaggio in grande stile dalle registrazioni in cameretta ad un dream pop che, senza perdere le radici lo-fi, va a giocare con sicuro talento nel territorio degli Alvvays. Una band da tenere monitorata perchè ha un potenziale enorme ancora non del tutto espresso. 


Petal - Magic Gone
Che Kiley Lotz fosse brava ce n'eravamo già accorti dal suo album d'esordio un paio d'anni fa. Magic Gone per la ragazza di Scranton, Pennsylvania è davvero la consacrazione nella serie A del cantautorato indie femminile americano. L'album è costruito come un vero e proprio percorso emozionale: parte elettrico e inquieto e poco a poco si abbandona ad un intimismo di potente comunicatività. Il crescendo di "I'm sorry" da solo è da standing ovation. 


Tape Waves - Distant Light
I Tape Waves li conosciamo bene: Kim Weldin e Jarod Weldin sono maestri nel dream pop più etereo e raffinato, fatto di placide chitarre scampanellanti e melodie di soffusa morbidezza. Distant Light, terzo album per la coppia del South Carolina, non si discosta dallo stile consolidato della band. Non ha particolari impennate, ma è ovunque piacevole e avvolgente. 


Hatchie - Sugar & Spice
Ed eccolo, il primo atteso EP di Harriette Pilbeam da Melbourne, Australia. Ad aprire le danze c'è quel prodigio di canzone che è "Sure", giusto a mettere in chiaro di cosa parliamo: un dream pop letteralmente "ambientato" negli Eighties (già la copertina da "Bella in rosa" dice tutto), pieno di chitarre riverberate, synth e melodie di zucchero filato. Può non piacere, ma io lo trovo irresistibile.