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15 febbraio 2021

Fritz - Pastel ALBUM

Tilly Murphy, enfant prodige dell'indie pop australiano, ha pubblicato il primo album a nome Fritz quando aveva 17 anni, scrivendo, suonando e producendo tutto da sola. Nei quattro anni successivi ha continuato ad affinare le proprie doti con una serie di singoli che facevano presagire un'opera seconda esplosiva. E così è stato, perché Pastel è letteralmente una bomba, un album talmente compatto, ispirato, travolgente nella sua deflagrante spinta post-adolescenziale da sembrare quasi impossibile che questa ragazza faccia davvero tutto da sola. 
Il post-punk muscolare di Fritz è ovviamente incentrato sulle chitarre, sfrigolanti di energia statica, e su ritmi invariabilmente quadrati e uptempo. L'uso dei synth e della voce, di evidente scuola dream pop esattamente come le melodie di zuccherosa, cantilenante  ed ampia leggerezza, danno poi alle canzoni di Tilly quella solare immediatezza che va subito a segno e si stampa subito in testa. 
La palette di Fritz poi in verità va in cerca di molte sfumature diverse fra episodio ed episodio: ora echeggia band che amiamo da queste parti come i Westkust (Sweetie, Arrow, Ghost Poke), ora fa incursioni efficacissime nel territorio degli Alvvays (Pastel), a momenti va a persino ricalcare ironicamente i Ramones (She's Gonna Hate Me) e subito dopo offre un pasticcino alla Heavenly (Gracie Forgive Me), rallenta al momento opportuno mettendo insieme tagli e carezze (Die Happily) e riparte con uno stravagante luminosissimo matrimonio fra jangle pop e vocoder (U Keep Me Alive), con un effetto straniante e adorabile al tempo stesso, per concludere con il numero più dichiaratamente dream pop del lotto (Jan 1) che potrebbe essere una Hatchie con tutti i distorsioni aperti. 
In appena mezz'ora ce n'è abbastanza per scrivere idealmente un piccolo ma significativo trattato sull'indie pop più elettrico di oggi, vista la spettacolare naturalezza con la quale Tilly Murphy sembra maneggiare il genere. 
Imperdibile. 

26 dicembre 2020

(just another) pop song EP & SONGS OF THE YEAR 2020

EP


6. Captain Handsome - I Am Not An Animal

Il debutto della londinese Lily Rae brilla di un sogwriting intimo, essenziale ma al contempo terribilmente incisivo, dolce e sofferto al tempo stesso, ambizioso nella sua apparente semplicità di mezzi.    

5. Egoism - On Our Minds 

Il dream pop di Scout Eastment e Olive Rush, singolo dopo singolo, è diventato una sicurezza in termini di qualità ed emozione: l'intreccio delle voci, le chitarre tintinnanti, le melodie di sognante ipnotica leggerezza, tutto funziona alla perfezione nel mondo etereo del duo australiano. 

 

4. Moscow Apartment - Better Daughter 

Brighid Fry e Pascale Pudilla hanno cominciato a suonare insieme giovanissime nella natia Toronto,  come due acustico di matrice folk. Oggi, appena girata la boa dei vent'anni, hanno virato verso un guitar pop di grande freschezza, illuminato dall'unione armonica delle loro voci e da una scrittura di elegante e sorprendente maturità. 

 

 3. The Francine Odysseys - What If We Were Wrong

Tra suggestioni folk e sonorità dream pop, i californiani guidati da Gretchen DaVault (anche nei The Blue Herons, vedi sotto)  hanno messo insieme quattro pezzi di incantevole dolcezza jangly, morbidi e calorosi come un abbraccio, perfette comfort songs per i momenti più bui.

  


2. Go Get Mum - Ok Now What

Intelligenti e splendidamente ironici, i quattro Go Get Mum sono i classici musicisti a cui vorresti offrire una birra (o più di una) dopo un concerto. Il loro indie pop spigliato, pieno di chitarre scampanellanti e melodie sornione, artigianale fino alle ossa, debitore dei Go Betweens, è semplicemente irresistibile. 


1. Hamburger - Teenage Terrified

Apparsi dal nulla come degli alieni dalle parti di Bristol, i sei musicisti che hanno scelto uno dei nomi più bizzarri possibile per una band sono gli autori della raccolta di canzoni più memorabile dell'anno. Divertenti e commoventi al tempo stesso, stralunati e indecifrabili, leggerissimi e tristissimi, splendenti di una clamorosa tenerezza, impastati di folk, indie e pop, i pezzi che impreziosiscono il debutto degli Hamburger sembrano davvero provenire da uno spazio-tempo diverso dal nostro. E probabilmente è così. 



SONGS


12. The Gabriels - Loose Canyon 

 

 11. No Suits In Miami - What We Have 


10. The Blue Herons - In The Skies 



9. Grids and Dots - Hazey Jane 


8. Kindsight - Terminal Daze 


7. FRITZ - Arrow


6. Exam Season - Your Car


5. Avind - Det Er Ingen I Nærleiken Av Deg


4. Snow Coats - Pool Girl


3. Apartamentos Acapulco - Alguien Normal


2. Fightmilk - If You Had A Sister


1. The Blue Herons - Go On