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09 aprile 2021

Grids and Dots - What Happens To Friendships? ALBUM

Gli australiani Grids and Dots rivendicano in modo diretto le loro radici shoegazer, e non c'è dubbio che l'amore per le melodie circolari, le strutture ampie, l'alternanza delle voci maschile e femminile, i suoni fluidi e i riverberi di elettricità sia evidente nelle loro canzoni. Tuttavia Daniel Handaru, Carmen Minkus e compagni sono molto più di così. 

I sette pezzi di What Happens To Friendship - che in verità non è un EP e non è un album - vanno con decisione in direzione di un dream pop di programmatica delicatezza, dove le chitarre jangly vanno a tessere trame che si adattano ora a momenti più catchy e dinamici (City Skies), ora a episodi di ricercata eleganza (il pezzo che dà il titolo al disco) che sembrano pescare in un mondo più cantautorale e mi ricordano un'altra band australiana che ho perso di vista come i Totally Mild ma anche il perfezionismo dei Middle Kids. 

Nel complesso il vero marchio di fabbrica dei Grids and Dots è da una parte il loro romanticismo gentile e atemporale (un po' alla Blueboy, per tornare a memorie Sarah Records), e dall'altra una leggerezza di tocco che impreziosisce ogni istante dei loro pezzi. 

26 dicembre 2020

(just another) pop song EP & SONGS OF THE YEAR 2020

EP


6. Captain Handsome - I Am Not An Animal

Il debutto della londinese Lily Rae brilla di un sogwriting intimo, essenziale ma al contempo terribilmente incisivo, dolce e sofferto al tempo stesso, ambizioso nella sua apparente semplicità di mezzi.    

5. Egoism - On Our Minds 

Il dream pop di Scout Eastment e Olive Rush, singolo dopo singolo, è diventato una sicurezza in termini di qualità ed emozione: l'intreccio delle voci, le chitarre tintinnanti, le melodie di sognante ipnotica leggerezza, tutto funziona alla perfezione nel mondo etereo del duo australiano. 

 

4. Moscow Apartment - Better Daughter 

Brighid Fry e Pascale Pudilla hanno cominciato a suonare insieme giovanissime nella natia Toronto,  come due acustico di matrice folk. Oggi, appena girata la boa dei vent'anni, hanno virato verso un guitar pop di grande freschezza, illuminato dall'unione armonica delle loro voci e da una scrittura di elegante e sorprendente maturità. 

 

 3. The Francine Odysseys - What If We Were Wrong

Tra suggestioni folk e sonorità dream pop, i californiani guidati da Gretchen DaVault (anche nei The Blue Herons, vedi sotto)  hanno messo insieme quattro pezzi di incantevole dolcezza jangly, morbidi e calorosi come un abbraccio, perfette comfort songs per i momenti più bui.

  


2. Go Get Mum - Ok Now What

Intelligenti e splendidamente ironici, i quattro Go Get Mum sono i classici musicisti a cui vorresti offrire una birra (o più di una) dopo un concerto. Il loro indie pop spigliato, pieno di chitarre scampanellanti e melodie sornione, artigianale fino alle ossa, debitore dei Go Betweens, è semplicemente irresistibile. 


1. Hamburger - Teenage Terrified

Apparsi dal nulla come degli alieni dalle parti di Bristol, i sei musicisti che hanno scelto uno dei nomi più bizzarri possibile per una band sono gli autori della raccolta di canzoni più memorabile dell'anno. Divertenti e commoventi al tempo stesso, stralunati e indecifrabili, leggerissimi e tristissimi, splendenti di una clamorosa tenerezza, impastati di folk, indie e pop, i pezzi che impreziosiscono il debutto degli Hamburger sembrano davvero provenire da uno spazio-tempo diverso dal nostro. E probabilmente è così. 



SONGS


12. The Gabriels - Loose Canyon 

 

 11. No Suits In Miami - What We Have 


10. The Blue Herons - In The Skies 



9. Grids and Dots - Hazey Jane 


8. Kindsight - Terminal Daze 


7. FRITZ - Arrow


6. Exam Season - Your Car


5. Avind - Det Er Ingen I Nærleiken Av Deg


4. Snow Coats - Pool Girl


3. Apartamentos Acapulco - Alguien Normal


2. Fightmilk - If You Had A Sister


1. The Blue Herons - Go On