A tre anni esatti di distanza da quel Lines che ci era piaciuto davvero molto (era stato uno dei nostri dischi dell'anno), tornano i californiani Soft Science con un album (il loro quinto) che li conferma come una delle band dream pop più importanti della scena americana.
Con al centro la voce delicatamente appassionata di Katie Haley e l'immancabile, denso e propulsivo impasto di chitarre di Matt e Ross Levine, i Soft Science confermano la loro linea stilistica peculiare, che eredita consapevolmente la lezione di Slowdive, Ride e Lush e la fa rivivere con uno spirito di vitale suggestione.
Partendo da Everything, che in realtà è il sesto pezzo del disco, potrete avere subito una fotografia perfettamente a fuoco di ciò che il gruppo di Sacramento sa fare in realtà meglio da sempre: un power pop melodico e rotondo, trascinante e cantabile, pienamente elettrico e luminoso. Lo stesso che ritroverete in episodi di scintillante e catartica piacevolezza come l'iniziale potentissima Spinning e le splendide Fade e Hope, che sono esattamente quel genere di canzoni che ti infondono una energia immediata e ti fanno automaticamente alzare sulla sedia.
E non c'è dubbio che i cinque californiani, che non sono precisamente dei novellini diciamo, abbiano una estrema sicurezza nel maneggiare la materia musicale di cui sono epigoni, alternando sapientemete momenti più apertamente catchy ad altri che invece - come genere comanda - puntano più al lato emotivo, atmosferico ed etereo, mettendo insieme memorie tanto dei Cocteau Twins quanto dei The Sundays e lavorando sulla produzione e sulla limpidezza del suono con una grandissima cura e con l'obiettivo costante di risultare comunque immediati.

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