Esperienza personale. Ho ascoltato uno dopo l'altro il nuovo (quattordicesimo) album dei mitologici Teenage Fanclub ed il terzo disco dei poco conosciuti (ma in realtà veterani della scena) Exploding Flowers e ho immediatamente pensato una cosa.
La leggendaria band scozzese - una delle pietre d'angolo della mia formazione musicale - ormai ridotta a un duo allargato, è da tempo entrata in una fase della sua carriera di stampo folk cantautorale che, per quanto piacevole e raffinatissima, trovo davvero poco esaltante.
I californiani invece, che probabilmente hanno pure i TF in alto nel proprio pantheon musicale personale, e che ne condividono l'amore per il jangle pop delle origini e la passione sfrenata per i Big Star, hanno fatto esattamente l'album che mi sarei aspettato dalla maturità di Blake e McGinley.
Il quartetto guidato da Sharif Dumani - uno che comunque ha un curriculum di collaborazioni e produzioni lungo così - fa un album ogni 5-6 anni, e Alphabet Window mostra ovviamente il talento di una serie di musicisti che maneggia il genere che suona con la naturalezza di chi l'indie pop ce l'ha in forma fluida nelle vene.
Così come nei precedenti, anche qui i californiani mettono in campo un jangle pop eterogeneo, espansivo e personale, che parte sempre da un'idea melodica semplice e catchy e la allarga attraverso un ricchissimo impasto di chitarre con un dinamismo elettrico tanto vigoroso quanto colorato, che ricorda molto anche le cose migliori dei The Bats e il songwriting sornione e obliquo dei Go Betweens.
Insomma, un distillato di stile Teenage Fanclub, ma con un marchio peculiare ed una grandissima freschezza.

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