Poche band come i Jetstream Pony hanno il merito di portare avanti con enorme coerenza lo spirito originario dell'indie pop: essenzialità totale di filosofia C86, morbidezza melodica associata ad un suono di chitarre scabro e quasi rude, rifiuto di ogni orpello non indispensabile, grande forza comunicativa.
A praticamente dieci anni dalla nascita del supergruppo, e a poco più di uno dallo splendido Bowerbirds and Blue Things, Beth Arzy e compagni fanno uscire una raccolta che, se possibile, ci mostra una dozzina di pezzi del primissimo periodo della band ancora più spogli, ruvidi e sfrigolanti (il titolo tedesco allude proprio a questo), trattandosi nella maggior parte dei casi di demo registrati sull'i-pad di Shaun Charman - compresa una cover incendiaria di Don't Fear The Reaper - rimasti nel cassetto della Kleine Underground Schallplatten, ma meritevoli di vedere la luce.
L'energia tranquilla ed al contempo debordante che emana da ogni singolo episodio è in fondo il vero marchio stilistico dei Jetstream Pony, e queste versioni non fanno che confermare quanto il gruppo sia prossimo alle lezione delle band della Flying Nun, dai Bats in giù.
Ovvio che Schrammelig è soprattutto destinato soprattutto alla fanbase del gruppo, ma può essere anche un ottimo modo per scoprire (o ri-scoprire) la band partendo filologicamente dalle sue origini.

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