Gli Slow Pulp sono una di quelle band che mi fa l'impressione sia in giro da sempre. Il che è vero in parte: a ben vedere però il gruppo di Emily Massey ha in effetti superato la boa dei dieci anni di carriera, ma ha in verità pubblicato solo due album prima di questo Melodie.
Se non conoscete lo stile della band di Madison, Wisconsin, ci viene in aiuto il fatto che siano stati spesso in tour sia con gli Alvvays che con i Death Cab For Cutie. In effetti, per quanto fra Molly Rankin e il buon Ben Gibbard ci sia parecchia distanza, gli Slow Pulp si sono sempre collocati idealmente su un ponte che collega il dream pop raffinato dei canadesi e la grande eredità dell'indie americano dei '90 che i Cab hanno fatto vivere nei momenti migliori.
I quattro di Madison indubbiamente sanno il fatto loro: alternano con equilibrio lame elettriche (Melodie, Like Me) e carezze (These Days), sanno essere dolcemente atmosferici (Yellow and Green) e spingere sul pedale dell'FM rock se serve (Better Man), costruiscono piacevoli layers sfrigolanti alla Yeah Yeah Yeahs (Red Car) e sono a proprio agio sia nell'aprire distorsioni attorno ad un materiale che è prettamente folk rock (Spill), che nel disegnare morbidi paesaggi emotivi alla Bleach Lab (Up To You) e pezzi di intimo romanticismo che sembrano usciti direttamente dagli anni '80 (Slip Away).
Il tutto con una economia di mezzi (chitarre, basso, batteria, giusto un piano nella ballad Not For Nothing) e di produzione che rende il suono degli Slow Pulp sempre perfettamente organico, centrato ed efficace.

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