20 agosto 2026

Annual Leaf - Sign Of The Bellbird ALBUM REVIEW

Ci tengono, gli Annual Leaf, a ribadire le loro origini neozelandesi. Se infatti il quartetto di base a Melbourne suona esattamente come avrebbe fatto un qualsiasi gruppo della mitica Flying Nun Records (citiamo The Bats fra tutti per valore e celebrità) è evidente che c'è qualcosa dalle parti di Christchurch che modifica i geni stilistici delle band che originano da quelle parti.

Non c'è dubbio che il kiwi slacker pop abbia prima di tutto un'attitudine peculiare - quell'anima lo-fi, l'amore per le melodie rotonde, l'elettricità sfrigolante e i suoni leggermente sporchi - e ovviamente la ritorviamo in purezza nelle canzoni degli Annual Leaf.

Canzoni che in questa raccolta sono tantissime (ventitre!) perchè in realtà non si tratta di un vero e proprio album ma di una collezione in senso anti-cronologico degli ultimi 4 ep usciti dal 2022 ad oggi, che la Subjangle ha deciso di mettere saggiamente insieme.

Se vi piacciono le chitarre jangly, la semplicità quadrata dei ritmi midtempo, l'alternarsi vagamente spontaneo delle voci maschile e femminile, le produzioni che badano al sodo, l'obliquità sorniona alla Go-Betweens, la band di Malissa e Matthew Bruorton fa esattamente quello che vi potete aspettare. 

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