La cosa sorprendente di Ophelie Quraishi, l'artista che sta dietro questo progetto chiamato Eau The Music, non risiede tanto nel fatto che questo suo album sia quasi interamente suonato e prodotto da lei, ma nella compattezza stilistica, nella pulizia formale e nell'ottimo livello di songwriting che in un disco di debutto sono per lo meno rari.
Muovendosi in un territorio dream pop crepuscolare nei toni e vigoroso nella forma, fra Wolf Alice e Bleach Lab (ma citerei anche Fear Of Men, vedi soprattutto l'iniziale Is This Silence e i connazionali Basement Revolver), la musicista di stanza ad Ottawa si presenta già con la caratura di una veterana. I nove pezzi di Light In The Dark - titolo quanto mai rappresentativo della sua proposta - vibrano in effetti di una urgenza comunicativa tipica di un disco d'esordio, ma al contempo possiedono una forza emotiva e scenografica di studiato ed efficacissimo equilibrio.
Le melodie propulsive ed in crescendo di tutti gli episodi (Ici Par Là / The Rest Of Me il mio pezzo preferito, ma il momento davvero d'effetto del disco è la solenne Life) fanno senz'altro pensare alle band che abbiamo citato sopra, tuttavia l'uso della densità di chitarre e sezione ritmica e della voce che riverbera di eco sono caratteristiche peculiari di Eau The Music che hanno senz'altro un effetto di notevole suggestione.

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