Ad avere la peggio è stato Don't Give Up degli olandesi Maureens, un album di jangle pop un po' retro, raffinato e piacevolissimo, ma che in definitiva non mi ha lasciato molto.
Dall'altro la travolgente ruvidezza lo-fi dei madrileni Nuevos Mundos, che mi ha letteralmente fatto innamorare del suo spirito obliquo a metà fra l'indie americano dei '90 (quello dei Pavement e dei Dinosaur Jr. per intenderci), la libertà melodicamente elettrica dei Jesus & Mary Chain e la neopsichedelia degli Spiritualized, citati spesso dalla band insieme ai Galaxy 500 come principale modello di riferimento.
Este Invierno, che è in realtà un ep lungo e fa seguito ad un interessante album di debutto omonimo uscito nel 2025, è il classico disco che parte sornione e a poco a poco ti salta addosso con una serie di pezzi che ti fanno letteralmente alzare sulla sedia.
La raccolta funziona come una macchina del tempo rovesciata, mettendo insieme quattro pezzi nuovi nel lato A e la riedizione delle tre canzoni contenute nell'ep di debutto uscito ben 4 anni fa nel lato B, e può servire come ideale vetrina per chi vuole approcciarsi per la prima volta ai Nuevos Mundos.
Se quindi i primi tre episodi - principalmente la esplosiva Burofax - preparano il campo con una generosa messe di chitarre distorte e con al centro la voce fragile ma molto espressiva di John Galilea, vero motore del gruppo, a partire da Ya Està Bien - vero omaggio allo stile dei fratelli Reid - i madrileni mettono la quinta e piazzano una serie di piccoli anthem alternativi che mi fanno riflettere ancora una volta su quanto sia ancora avanti l'indie pop spagnolo rispetto alle scene di buona parte dei paesi europei.
Domingos En Casa è un pezzo di debordante vitalità post punk: semplice e dritto come una spada nel suo procedere squadrato alla Ramones, perfettamente entropico nella coda di distorsioni quasi shoegaze. Una meraviglia!
Invitada parte come una canzone degli Alvvays ma poi prende una strada che ha sfumature cantautorali e si muove con una grazia bizzarra verso un altro splendido crescendo elettrico.
Mis Plantas è infine una larga, emnozionante ballata di non-amore di commovente delicatezza, che mostra in modo definitivo il grandissimo valore del songwriting di Galilea.

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