In questi primi giorni del 2026 - sarà un caso, ma forse no - tutta la musica nuova (e bella) che mi è capitato di ascoltare viene dall'Indonesia. Abbiamo già avuto modo di dirlo e lo ripetiamo: il fermento indie dopo che c'è da quelle parti è davvero paragonabile alla scena britannica originaria di fine '80, quella della Bristol della Sarah Records e della Glasgow della Postcard, per intenderci. C'è, da quelle parti, tutto un fiorire di piccole etichette che da anni fanno uno splendido lavoro di scouting pubblicando i dischi di band che in sostanza registrano davvero tra la cameretta e la cantina con mezzi a dir poco di fortuna e tengono viva un'idea di post punk essenziale e melodico, che a quella scena che dicevamo si ispira in modo diretto.
Cominciamo allora con The Fabulous Friends, band di cui non so assolutamente nulla ma che nel suo album A Little Spring Of Gentile Pop interpreta alla perfezione quella che potrebbe essere la definizione da dizionario della musica del termine "twee pop". Nove pezzi di una delicatezza jangly quasi naïf, voci maschile e femminile come canone vuole, tamburines e glockenspiel come piovesse, un senso della melodia totalmente fuori dal tempo ma assolutamente adorabile.
L'ep Truth We Avoided è invece il disco di debutto dei Candy Kisses, che sono un quartetto ed hanno un'anima più rock, decisamente tangente allo stile catchy spontaneo e arrembante dei gruppi C86. Sei pezzi di guitar pop ruvido nei mezzi ma dal cuore morbidissimo.
La band più interessante del terzetto di oggi è però The Interpretation Cultures, un collettivo nato molti anni fa intorno a Fadhli Rafq Al-Fath che ha già in verità pubblicato diverse cose. Fra le tante band indonesiane che mi è capitato di sentire, mi sembra quella con la cultura di base più vasta e la personalità più forte. Lo stile della band parte senz'altro da Jesus & Mary Chain e Ride, ma si allarga di volta in volta saccheggiando l'intero canone indie pop degli '80-'90 ed arrivando volentieri a citare la scena di oggi.
Se volete scoprirli, consiglio di partire da questo ep intitolato The Interpretation Of Indiepop Cultures, che contiene un pezzo formidabile come The Molly Pop Song (sì, il riferimento è a Molly Rankin, chi altri!) ma anche altre gemme come Distraction e My Life Is Better With Indiepop (cover di Anselmus, altro artista artista locale, e titolo a dir poco programmatico a cui ci sentiamo di aderire).
L'album di debutto di The Interpretation Cultures, uscito fresco fresco, si intitola invece There's A Light That I Will Never Have, con citazione evidentissima ed ironica degli Smiths (che ritroviamo poi nelle chitarre alla Marr di Walzing Out In Blue, più che citazione in questo caso). Fadhli e compagni sono potenzialmente la band indie pop perfetta: hanno un senso melodico immediato e obliquo (e vagamente stonato), le chitarre sempre croccanti e sapientemente intrecciate, un misto di energia pura ed umore crepuscolare, un'attitudine super artigianale ma al contempo una cura produttiva non esibita ma evidente. Ben 14 pezzi nell'album, senza un momento debole.
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