Se mi chiudeste di farvi un nome su chi può essere in questo momento il gruppo più forte del dream pop europeo, la risposta ce l'ho in serbo già da un po' di tempo: gli Attic Ocean da Düsseldorf, Germania.
I Promise I'll Try Everyday è il terzo ep della band guidata da Hannin Nasirat e idealmente porta a piena maturazione un percorso stilistico iniziato con i due precedenti Retriever e The Heavy Blue And Then After.
Il mondo in cui i cinque giovani musicisti tedeschi hanno cominciato a muoversi è quello dello shoegaze, ed è ancora evidente nel denso tessuto di chitarre e nelle costruzioni emozionali in crescendo che spesso e volentieri caratterizzano i loro pezzi (qui l'ampia e scenografica Sun può essere un buon esempio).
La delicatezza intrinseca e l'aerea leggerezza di ogni canzone è però saldamente di marca dream pop, e bastano episodi come Aurora o Coastal per farci rendere conto che gli Attic Ocean giocano nello stesso campionato di gruppi di primo piano come Bleach Lab, Swim School, The Blue Herons o i connazionali Roller Derby, ma anche che possiedono quella attitudine gioiosamente catchy di tante band orientali (Softsurf, Monn In June...).
Tre cose mi colpiscono profondamente negli Attic Ocean, tutte in qualche modo collegate. La prima è la perfetta e corrusca eleganza del loro suono, ovunque rotondo, soffice e dinamicamente coerente. La seconda è la voce di seta di Hannin, che di quel suono sembra essere il vero motore. La terza è la vitale, energica ed energetica luminosità che ogni pezzo riesce ad emanare, dall'opening Could It Be You (che a me ricorda tantissimo i miei adorati Night Flowers) in avanti.
Una delle cose più belle uscite nel 2026 senza dubbio alcuno.

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