25 aprile 2026

Shapes Like People - Under The Rainbow ALBUM REVIEW

E' noto che Carl Mann aveva iniziato il progetto Shapes Like People come esperienza parallela e un po' improvvisata rispetto ai suoi Shop Window. Poi è successo, giusto l'anno scorso, che l'album di debutto Ticking Haze fosse così riuscito (e così adorato da chiunque l'abbia avuto tra le mani) che il musicista inglese ha giustamente deciso di dedicarsi ad esso in modo più esteso.

Ed eccoci infatti subito davanti al secondo album di Shapes Like People, che prosegue esattamente dove, solo pochi mesi fa, ci eravamo lasciati. 

Come abbiamo già avuto modo di dire, Carl è da sempre un autore di canzoni raffinato ed un produttore dal tocco equilibratissimo, erede di una tradizione del cantautorato e dell'indie pop inglese che attraversa i decenni e che, volente o nolente, non invecchia mai. E sua moglie Kat è una voce perfetta per interpretare la luminosa e aerea morbidezza twee del suo songwriting programmaticamente senza tempo. 

I dodici pezzi dell'album - non c'è quasi bisogno di dirlo - si succedono rapidi e piacevoli come una brezza estiva, pieni di chitarre jangly che scintillano al sole, dinamiche semplici e coinvolgenti, melodie sempre cantabili e armonie vocali di floreale bellezza. Find Me There, con il suo romanticismo sognante, è già un piccolo classico alternativo. E che bello che è farsi cullare dai cinque avvolgenti ed elettrici minuti di Crushing Silence... Ma non c'è davvero un momento debole in un disco che è un unico ampio e cordiale sorriso. 

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