20 aprile 2026

Prism Shores - Softest Attack ALBUM REVIEW

A brevissima distanza da quel Out Of Underneath che nel dicembre 2025 è finito dritto nelle prime posizioni della nostra classifica dei dischi dell'anno, i Prism Shores ritornano con un nuovo album (il loro terzo) che ribadisce con forza la loro capacità di tenere insieme con estrema naturalezza tanti modelli diversi.

La band canadese si presenta sempre volentieri come gruppo jangle pop, ma in realtà, fin dagli esordi, i quattro di Montreal sono più di così, finendo per essere una sorta di caleidoscopio guitar pop che collega idealmente i Jesus & Mary Chain all'indie americano degli anni '90, il C86 all'Australia dei Go-Betweens (sentite Guidebook), lo shoegaze potabile dei Ride alla catchyness diagonale dei Vaselines.

Ascoltando le dodici canzoni del nuovo lavoro, che sono tutte energetiche, intelligenti, piacevolissime, l'impressione non può che essere la stessa ma - se proprio dobbiamo individuare una direzione particolare - appare evidente una convergenza stilistica verso i Teenage Fanclub dell'era Banwagonesque (I Didn't Mean To Change My Mind ma anche Precarity) e l'indie melodicamente obliquo, veloce e sfrigolante dei Dinosaur Jr. e dei Lemonheads (Gossamer è puro J Mascis; in Idle Again e A Faster Gun sembra di sentire davvero Evan Dando dei tempi d'oro). 

Rispetto ai due dischi precedenti, in Softest Attack traspare un desiderio di suonare in modo più sporco spingendo sui pedali dei distorsori per dare un'idea di forte spontaneità indie (prediamo le tendenze centrifughe alla Pavement di Magical Thinking), ma la condivisione degli oneri di scrittura (e canto) fra tutti i quattro membri ha al contempo allargato la palette espressiva del gruppo e c'è sempre una rotonda immediatezza. 

Se la sensazione dominante è quella di trovarsi davanti ad un grande disco del 1996, c'è però da dire che i Prism Shores non manifestano nessun intento nostalgico, non hanno una attitudine citazionista, nè vogliono ricostruire (anche a livello produttivo) i dischi dell'epoca. Hanno senz'altro introiettato lo spirito di quell'epoca (e in un modo quasi impressionante) e questa è molto semplicemente la loro identità. 

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