28 marzo 2026

Meraung - Change EP REVIEW

Da qualche tempo mi capita sempre più spesso di ascoltare band indonesiane. Lo sostengo già da parecchio: il presente (e forse il futuro) dell'indie pop sta da quelle parti. Si avverte chiaramente che laggiù c'è un fermento di piccole label curiose e di gruppi usciti dalle cantine che suonano le loro chitarre come potevano fare tante band della provincia inglese o americana tra fine '80 e inizio '90.

I Meraung, che sono basati a Bogor (nei dintorni della gigantesca Giacarta), hanno - rispetto a tanti altri connazionali che ho sentito - una marcia in più. Pur venendo, come è giusto, da esordi del tutto DIY e lo-fi (il primo acerbo ma promettente ep Merah Di Tiga lo testimoniava in pieno), la band di Nadya Roshalina suona oggi con un livello di forza, qualità e confidenza per nulla lontano dai grandi del dream pop di oggi come i Bleach Lab, i Rocket Rules, gli Swim School, gli Apartamentos Acapulco o i Say Sue Me più elettrici.

I cinque pezzi di Change sono davvero una compatta e liberante sferzata di energia intrisa di dolcezza shoegazer, e sembrano quasi generarsi l'uno dall'altro in un flusso unico di luminosità cosmica. Every Little Light, non a caso l'episodio centrale del disco, può essere un ottimo esempio del dream pop dei cinque indonesiani: chitarre sature, morbido dinamismo, la delicatezza vocale di Nadya che mette al centro una melodia di studiata e cantilenante semplicità, una struttura perfettamente circolare in cui strofa, bridge e chorus si invorticano l'uno dentro dentro senza soluzione di continuità. L'effetto è una luminosa immediatezza che riverbera in ogni singola nota dell'ep, dall'incalzante inizio Moment With You fino allo scenografico, esaltante e quasi sopra le righe finale di Together We Thrive.

Fino a questo momento, la cosa più bella uscita nel 2026. 

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