Baxter Barnham (che suona tutto, scrive e produce) e Rachael Lam (che canta) hanno fin dagli esordi un'idea molto chiara e lineare del proprio stile: melodie di raffinata dolcezza che si depositano morbidamente su una vigorosa e curatissima stratificazione di chitarre e synth, dove il primo layer è sempre jangly e l'ultimo sfrigolante e distorto.
Non c'è un momento, dalla splendida Tiptoe in avanti, che non possieda una scenografica e a suo modo romantica e luminosa immediatezza, sia nei pezzi più lunghi (Quicken) che in quelli più compatti e dal respiro apertamente pop (Chapel St e In my Room hanno un tiro formidabile), con la voce di miele di Rachael come vero tratto distintivo della band.
Solo otto pezzi nel complesso - ne avremmo davvero desiderati di più - ma abbastanza per convincerci che i due di Melbourne possono sedere comodamente allo stesso tavolo con i grandi del dream pop di questi anni.

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