Il quintetto galiziano ha fatto musica fino al 2012, evolvendo a poco a poco il proprio stile verso una dimensione più elettrica e scenografica: Luz Oscuridad Luz, l'ultimo album pubblicato prima dello scioglimento, è un piccolo capolavoro che varrebbe davvero la pena di riscoprire.
Se non fosse stato per un prezioso consiglio (gracias, Vini!) mi sarei perso questo ritorno in grande stile dei Nadadora di cui, mea culpa, non mi ero neppure accorto.
Da qualche anno Sara Atán e Gonzalo Abalo hanno infatti ricominciato a scrivere e suonare insieme, e le sei canzoni di questo Mañana y Siempre (il titolo è un omaggio ad un libro di Jon Fosse) sono il frutto eccezionale della (imprevista e graditissima) rifondazione dei Nadadora.
Stilisticamente, già a partire da 1997 e Bailaremos, i pezzi che aprono la raccolta, è evidente come la band gallega riparta in buona sostanza dal punto esatto in cui aveva deciso di scomparire: un dream pop soffice e poderoso al tempo stesso, arioso e dinamico, valorizzato dalla voce magnificamente matura di Sara.
Se le somiglianze con i connazionali Appartamentos Acapulco in Aparecer, che è episodio più catchy e dirompente del disco, sono piacevolmente evidenti, nei pezzi successivi emerge invece il lato più sfumato ed avvolgente dei Nadadora, quello degli esordi, dove chitarre, synth e linea vocale convergono a disegnare un paesaggio di raffinata ed eterea morbidezza.

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