Mentre un anno fa avevo scoperto il precedente album degli Absolutely Yours per puro caso e con un colpevole ritardo, devo ammettere che questo Desire Path lo aspettavo con grande trepidazione.
Il quintetto di Minneapolis, una delle band dream pop più talentuose (ma non abbastanza riconosciute) di tutta la scena americana, ritorna infatti con un disco che riprende con sicura maturità lo stile che porta avanti già da molti anni.
Se i modelli dichiarati sono The Sundays (un pezzo delizioso come Are You Listening? parla davvero la stessa lingua di Harriet Wheeler) e Cocteau Twins, in verità Bridget e compagni hanno decisamente tracciato una loro strada molto personale, che si discosta dai "maestri" inglesi e rispetto alla maggioranza dei gruppi americani ha un approccio che mette insieme una raffinata e quasi eterea delicatezza ed una catchyness non gridata ma definita ed esibita.
Anche in Desire Path, forse persino più che in passato, la band spinge sul pedale melodico: la voce di miele di Bridget e la soffice trama di chitarre jangly restano il motore degli Absolutely Yours, ma intorno si muove sempre un elegante dinamismo retto da una sapiente sezione ritmica e da synth atmosferici e pianoforte praticamente onnipresenti.
Pezzi come Let It Die, Margaret, Flight Simulation rappresentano bene la via mediana del gruppo di Minneapolis: tutto gira alla perfezione, rotondo nella struttura, soffuso e lucido nella confezione, senza bisogno dei crescendo emozionali tipici del genere, piacevolissimo nella forma.
Grande eleganza, esattamente come ci aspettavamo. Compresa la splendida copertina.
